Relazione sul restauro dell’affresco della Cappella di Carbonana

In occasione dello straordinario recupero del Castello di Carbonana, la parete di fondo della Cappella privata, dedicata alla Natività della Vergine Maria, è stata oggetto di un intervento di restauro conservativo ed estetico, che ha permesso il recupero dell’originale impianto decorativo, sia da un punto di vista figurativo che architettonico.

L’attenta lettura della documentazione prodotta dalle attività di ricerca storico-critica che i nuovi signori del Castello, hanno affidato a importanti studiosi d’ambito umbro-marchigiano, nonché le puntuali e approfondite osservazioni frutto delle precedenti attività di recupero e di restauro, hanno costituito il necessario supporto scientifico per orientare l’intervento.  In particolare, tra gli studi condotti, quello a opera di Silvia Fabietti sull’affresco della chiesa ne individua gli ambiti culturale e temporale, collocandone la datazione al primo quarto del cinquecento.

La Coo.Be.C., già coinvolta per le sue peculiarità operative in molti interventi di carattere estetico negli ambienti del Castello, ha costantemente mantenuto un confronto diretto con la committenza, molto informata e consapevole: i proprietari hanno infatti rappresentato un importante riferimento per affrontare le istanze storica ed estetica alle quali risultava doveroso attenersi. Anche la nuova funzione dell’intero complesso paesaggistico, ora destinato a residenza privata, ha contribuito a orientare l’intervento estetico della Cappella.

Entrando nello specifico dell’intervento, la principale dissonanza nella percezione complessiva dell’opera risultava essere l’isolamento della figura centrale rispetto al contesto architettonico presente. Questo, seppure in gran parte perduto, risultava intellegibile grazie alla quantità e qualità delle tecniche preparatorie, un vero e proprio canonico manuale: ampi brani di sinopia – incisioni dirette e indirette – tracce di spolvero ecc.

Anche il livello e la coloritura dell’arriccio, con lacune e cromie discordanti, impediva una coerente e corretta lettura dell’insieme e degli straordinari brani di sinopia.

La fase iniziale delle operazioni ha riguardato la revisione delle fasi conservative (fissaggi e consolidamenti) verificando contestualmente, con microsaggi a bisturi e/o solvente, possibili brani di cromia relativi il contesto della raffigurazione, già evidenti in precedenti documentazioni fotografiche. Il risultato di tale indagine, oltre a confermare la conservazione dell’intero drappo rosso alle spalle della Vergine, ha consentito di recuperarne il corretto aspetto stilistico.

La possibilità di recuperare la lettura dell’elegante contesto architettonico, seppur lacunoso, è avvenuta seguendo la grande quantità di informazioni fornite dalla lettura critica delle tecniche esecutive e delle cromie presenti nell’affresco stesso, escludendo interventi “interpretativi”. Concluso l’intervento estetico dedicato all’intonaco preparatorio della sinopia (effettuato integrando a illusione il livello e la cromia delle lacune presenti) sono state integrate e/o ripristinate le superfici relative all’intonachino (supporto della pellicola pittorica) impiegando tecniche mimetiche che hanno restituito all’opera la dignità estetica che l’intero contesto richiedeva.

Le fonti d’archivio documentano che “(…) In occasione della festa per la Natività della Beata Vergine Maria la chiesa castrense si apriva alla popolazione residente in quella porzione del comitato eugubino, per la celebrazione della messa a spese dei conti di Carbonana.” In quell’occasione, il piccolo spazio, sicuramente affollato, doveva risultare più ampio e accogliente grazie al finto porticato con colonne corinzie sulla parete di fondo. Nonostante le ampie e irreversibili perdite di materia originale, i lavori di restauro dell’opera hanno consentito di recuperarne il carattere suggestivo, contribuendo alla volontà dei proprietari di ripristinare l’antica tradizione.

Rolando Ramaccini
Cooperativa Beni Culturali
Spoleto